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Forza Clementina
 
Appello per la Giustizia - Per De Magistris

 
 
 
 
Temi proposti dall’Associazione in occasione delle prossime amministrative

Temi proposti dall’Associazione in occasione delle prossime amministrative

 
  • Tutte le deliberazioni della Giunta Municipale e del Consiglio Comunale sono soggette a pubblicità mediante affissione di copia all’Albo Pretorio; ma non tutte le spese sono deliberate da qualcuno di quegli organi. Molte vengono ordinate dai dirigenti di vari servizi; e di questi loro atti non è prevista pubblicità. Ai cittadini non è dato di venirne a conoscenza.
    Come pensano, i singoli candidati, di assicurare, dal momento dell’entrata in carica, la possibilità di conoscenza che ora manca, e senza della quale non ci può essere partecipazione popolare alla amministrazione della Città?

  • Le delibere della Giunta Municipale e del Consiglio Comunale sono soggette ad annullamento da parte del Co.Re.Co., se affette da incompetenza o da violazione di legge o da eccesso di potere. Ma il Co.Re.Co. non c’è più: per cui G.M. e C.C. possono adottare atti illegittimi, senza che alcuno sia in grado di prontamente rimuoverli.
    Quale attività progettano di esplicare, i candidati, attraverso le rappresentanze assembleari di riferimento, perché questo vuoto, pernicioso alla legalità amministrativa, sia colmato?

  • In che modo, secondo i singoli candidati, va determinato il destino del territorio? Con quali strumenti: il P.R.G., o invece programmi riguardanti singole zone, presentati come varianti al piano vigente, o come stralci del piano in progetto? E quali diversità può ravvisarsi, secondo l’uno o l’altro di essi, tra gli orientamenti e le scelte, in materia di urbanistica, del candidato che in atto ricopre la carica di Sindaco e del candidato che quella carica ha ricoperto prima di lui?

  • Quali candidati prendono impegno di rendere noti sia il numero dei consulenti che i motivi, per ciascuno di essi, dell’incarico, nonché l’ammontare della spesa mensile e l’entità delle prestazioni concretamente avutene dal Comune?

  • Il problema dei quartieri deprivati (antichi che siano o di recente formazione), il quale fu sollevato, sono quasi 25 anni, da addetti alla giustizia minorile catanese, può essere risolto solo con un lungo e debitamente programmato sforzo di riabilitazione. Come pensano i candidati di disegnare un tale programma, nei contenuti, nei mezzi, nel tempo di attuazione, e nelle intese con soggetti diversi dal Comune? E in quali termini han curato di programmarlo, i candidati con esperienza di Sindaco della città?

  • Quali candidati prendono impegno di render note, subito dopo l’eventuale elezione, le locazioni passive e le locazioni attive, contratte dal Comune, e i bisogni che hanno resa necessaria la stipula delle passive, e l’entità dei canoni che l’ente paga per esse a privati, e quella dei canoni che percepisce per quelle attive? Chi tra i candidati si impegna a render nota la composizione del patrimonio immobiliare del Comune e l’attuale situazione dei singoli edifici o terreni? Quali di essi ritengono che per l’immagine del Comune, e di altri uffici, siano da evitare locazioni di beni appartenenti a pubblici ufficiali che esercitano particolari funzioni, o a loro congiunti?

  • Gli Uffici Giudiziari che non hanno sede né all’interno del Palazzo di Giustizia (piazza Verga), né in Via Crispi, nello stabile a suo tempo costruito come sede della Pretura, sono allogati, a carico del Comune, in immobili di proprietà privata, con la sola eccezione degli Uffici minorili (Tribunale, Procura della Repubblica, C.P.A.) che han sede in un edificio appartenente al Comune.
    Gli altri, pei quali l’Ente paga rilevantissimi canoni, dovrebbero essere trasferiti nel complesso già delle Poste (Viale Africa), che il Comune ha acquistato, sono parecchi anni, per quasi 60 miliardi di lire, contraendo mutui.
    Come giudicano i singoli candidati l’attuale situazione di contemporanea erogazione di danaro per canoni di locazione e per interessi e rate di mutuo; e a quali cause la ricollegano, e in che modo ritengono di poterla fare cessare, e in quanto tempo?

  • Come ritengono di assicurare al Servizio sociale l’urgente riorganizzazione di cui esso ha bisogno?
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Lettera Aperta alla dott.ssa Rita Borsellino
Alla dott.ssa Rita Borsellino
Palermo 

Ci rivolgiamo alla sorella di Paolo Borsellino, che per la legalità morì, chiedendoLe di non prestarsi alle manovre di quanti vorrebbero attribuito a Lei, come candidata all’ARS (all’ARS, e non alla carica di Presidente della Regione), il seggio che spetta, dopo l’opzione di Anna Finocchiaro per il Senato, ad altra persona: ad altra, la quale ha concorso, al pari della Finocchiaro, per Presidente della Regione. I motivi di quelle mene son chiari: non si tratta semplicemente di accrescere di una unità un certo schieramento, e di rafforzarlo del Suo grande nome, con la proclamazione di Lei, e in caso di Sua rinuncia, di altri della stessa lista; si tratta di scongiurare l’ingresso in Assemblea di chi impersona, notoriamente, l’attitudine più severamente critica nei confronti di tutti i partiti, di maggioranza e di minoranza: più omogenei, nel profondo, che divisi in superficie.

Nell’ARS, essa svolgerebbe, libera da condizionamenti di gruppo, il ruolo, sinora eluso da tutti, di contrasto non solo al governo, se ci sia ragione di contrastarlo, ma anche alla opposizione, se questa declini la parte che la democrazia le assegna, per acconciarsi a deplorevoli intese.

Di qui l’interesse ad escludere Sonia Alfano e la ricerca di artificiose ambagi, che facciano credere incerta la volontà della legge (chi debba subentrare alla Finocchiaro), e opinabili tutte le soluzioni: legittima, quindi, la determinazione che, sbarrandole la strada, scongiuri il paventato pericolo. Ma il volere del legislatore non presenta ambiguità: l’attribuzione del seggio presuppone l’avvenuta partecipazione alla gara per la presidenza; sicché sfrontatamente patente sarebbe la disobbedienza se invece che alla Alfano, stata partecipe di quella competizione, come la rinunciante Finocchiaro, il seggio venisse assegnato ad altro soggetto, che a quell’agone non ha preso parte. C’è in questo un’evidenza di verità invincibile a qualunque sofisma; come c’è in ogni proposizione contraria un attentato alla regola, che nessuno può spacciare per attività di interpretazione.

E’ puramente ozioso, così stando le cose, evocare, in aggiunta, l’assurdità della utilizzazione del listino, nel quale si trova il Suo nome, dott.ssa Borsellino, per fini del tutto estranei alla funzione di quell’elenco. Alla enormità della esclusione di Sonia Alfano corrisponderebbe quest’altra, non meno mostruosa, del ricorso ad una alternativa giuridicamente impensabile.

Ci aspettiamo, dott.ssa Borsellino, che a rompere lo squallido gioco sia proprio Lei: con una presa di posizione, pubblica e tempestiva, che si iscriverebbe nella storia della autonomia, come trasposizione luminosa, sul terreno della politica, delle virtù che furono di Paolo, e che sono Sue.

Con profondo rispetto

Catania, 19 aprile 2008

l’Associazione “Siciliani per la legalità”

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Raccolta di Firme in favore del Magistrato De Magistris

A Catanzaro un magistrato indipendente e coraggioso (un vero magistrato) indaga sulla mala Calabria, senza fermarsi davanti ai potenti, calabresi o del centro. Il Ministro della Giustizia – forse sfiorato dalle indagini – vuol farlo cacciar via dal posto, e d'urgenza. Abbiamo domandato al C.S.M. di rigettarne le richieste, perché la Giustizia non sia ostacolata.

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Mercoledì 7 gennaio 2009
ore 20.15

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